Argonauti Far-East Videoproduzioni

NB : aka Progetti Barbari Cine-fotografici, IN COORDINAZIONE & TOTALE SINERGIA CON IL PROGETTO “SCRITTI BARBARI”, al link :
https://wordpress.com/stats/scrittibarbari.wordpress.com

Introduzione (DICHIARAZIONE D’INTENTI)
NESSUN TEMPO E’ DA PORRE AL FUTURO
(questa parte ripresa da Scritti barbari) il blog “Scritti barbari” nasce essenzialmente come un laboratorio di poetiche ed estetiche.
Per come è impostato questo blog esibisce una dicotomia piuttosto netta, e per certi versi dolorosa: da una parte scritti su ciò che attiene lo Spirito quando è agito dall’Irrequietezza, e quindi interventi sulla natura, sul selvaggio e così via (la sezione “Poeticamente abita l’uomo il mondo”, e un altro paio di sezioni per così dire minori), dall’altra parte scritti che manifestano una visione (abbastanza negativa) della cosiddetta contemporaneità (la sezione “Tempi moderni”). Non vale la pena qui chiamare in causa sociologi, psicologi, antropologi per spiegare malamente quanto il lettore potrebbe apprendere meglio altrove, e non ha senso nemmeno farne un discorso di natura generale. E’ una questione di poetica e niente più, riguarda esclusivamente ciò che uno pensa (e dice) delle cose.
Ma è inevitabile tentare di mettere in comunicazione i due mondi. Allora si può dire da subito che la contemporaneità non potrà che essere distorta, esaminata e dissezionata per quanto è possibile, e con la stessa attenzione ci si premurerà al contrario di curare, valorizzare ed esaltare (ma senza fiacche retoriche) quanto attiene invece al mondo dello Spirito Inquieto, ossia l’Eterno Vagabondare, e nel contempo l’Abitare Poeticamente.
Questa possibilità di riconciliare i due emisferi non è esclusa a priori, ma certamente si gioca su piccoli eventi, singole manifestazioni, rivelazioni talvolta effimere. Bisogna sempre e comunque portarsi ai margini, ai confini, prestare attenzione a tutte le situazioni liminari.
La peculiare visione che emerge dagli “Scritti barbari” è il risultato di due anni circa di ricerche (e scoperte!), comunque provvisorie e “funzionali” a una ulteriore fase di ricerche (e scoperte!) nel campo dell’espressione ancor più che della cosiddetta riflessione.
In altri termini, non c’è altro approccio possibile che quello dell’espressione. Troppe lacune devono essere colmate, troppi luoghi devono essere scoperti, troppe vie devono essere percorse: e, lo si ripete, non sembra esserci altro modo che quello dell’espressione.
D’altra parte nel mondo dell’espressione non esiste la parola fine. C’è solo il senso della scoperta, e non c’è un’ultima scoperta.

Esplorazioni “barbariche” (cos’è “barbaro”?)
Nei libri di storia s’è parlato di invasioni.. Si è posto cioè l’accento, non a torto, sull’aspetto distruttivo del “fenomeno barbarico”: barbaro è tutto ciò che vive ai margini della civiltà, spesso in conflitto con essa. Per esempio si potrebbe parlare (pur con una competenza minima) di nomadismo, senza dimenticare che i barbari hanno spesso fatto del (semi)nomadismo il loro stile di vita. Ma ad ogni invasione si accompagna (o precede) una esplorazione.
Di più, anziché considerare le implicazioni socio-politiche del concetto, si vorrebbe spostare l’attenzione su quello che conviene definire un “sentimento barbarico”, un “modo di sentire barbaro”.
Si vorrebbe infatti che trasparisse dalle realizzazioni, fermo restando che ancor più che il “modo di sentire barbarico”, tutta una poetica potrebbe ruotare per intero attorno a questi due concetti fondamentali:
Spirito Inquieto
Abitare poeticamente
e che messi in relazione fra loro creano immediatamente un proficuo campo di tensioni.
Esplorazione
significa, nell’ambito concreto del linguaggio cinematografico, sperimentazione, ossia pratica filmica animata da spirito di ricerca, desiderio di appropriarsi di questo linguaggio per quanto è possibile, e di costruire qualcosa grazie ad esso, quand’anche lasciarsi affascinare da una possibile mistica del cinema. Ma anche abbandonarsi a sregolate scorribande in tutta libertà (di nuovo il “barbarico”..), secondo la volontà di godere di un puro gioco.
Sono di conseguenza definite alcune precise scelte espressive : l’audiovideo è la forma espressiva che sembra in assoluto accogliere al meglio tutte le istanze precedentemente esposte. E’ “la sola cosa da fare”. Le forme sono molteplici, tutte attraenti :
– il cortometraggio “classico”
– il documentario
– il video artistico (-> videoarte)
– il videoclip (immagini e musica)
– il video in stop-motion
– la fotografia
In particolare si vorrebbero sperimentare forme di contatto, miste tra cortometraggio (inteso come recitazione di attori), documentario, videoarte, etc.

A chi ispirarsi?
Per quanto riguarda il cinema, sembra che due possano essere i riferimenti principali: Lynch (per quanto riguarda la volontà di “decostruire la civiltà”, l’interesse ad andare in profondità), Herzog (per quanto riguarda la visione barbarica [o medievale, come ebbe a dire lui stesso] del cinema, la volontà di sperimentare situazioni limite, l’inclinazione al documentarismo, etc). Non bisogna dimenticare Pasolini, che costituisce un mondo a parte.
Altri, non minori: Tarkovskij, sicuramente Sokurov, Paradjanov.
Per quanto riguarda il documentario stricto sensu, senza dubbio Flaherty e Joshua Oppenheimer, e lo stesso Herzog.
Per quanto riguarda la videoarte (per quel poco che si conosce, al momento), Bill Viola.

CHI CERCHIAMO
Questo è lo spirito che si vorrebbe fondante : che senso ha tirare in piedi dei progetti del genere per poi fare delle cose giudicabili come “già viste”? Se si vuole cercare un qualche rapporto con l’esperienza Argonauti in quanto Cineforum, cosa non necessaria del resto, non si può che farlo pensando a questo progetto come coerente all’impostazione del Cineforum.
Giusto per spiegare meglio: non è che dopo aver trascorso qualche anno a cercare di proporre sempre film di un certo spessore per quanto riguarda critica, tradizione e storia del cinema, adesso tutto ad un tratto ci si mette a giocare col sangue finto per farci quattro risate in compagnia..
Queste sono cose che non si fanno mai da soli. Per come è pensato, ci vogliono entusiasmo, determinazione, pazienza, e perché no anche un po’ di wit, di ingegno sorprendente. La capacità di stupire, un po’ di follia trascinante. Solo con queste ci si può togliere qualche soddisfazione.
Desiderosi di fondare questa esperienza sul dialogo e sullo scambio reciproco, non si vuole di conseguenza rinunciare alle figure chiave del mondo cinematografico : sceneggiatore, scenografo, attori, fonico, direttore della fotografia, direttore del montaggio etc etc, figure che proprio sul dialogo sembrano essere fondate.
Per ulteriori info si può scrivere a argonauti.lazzatesi@gmail.com , o sul profilo fb degli Argonauti. A questo link invece la pagina facebook
https://www.facebook.com/argonautifareastproduzioni

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